La bandierina di preghiera tibetana in breve
Si tratta per lo più di piccoli quadrati di tessuto colorato (blu, bianco, rosso, verde e giallo-arancio), cuciti su una ghirlanda, sui quali sono stampati diversi mantra, preghiere, simboli o testi religiosi.
Appese in alto, su una vetta o su un passo di montagna, ma anche sul tetto di un edificio o sul pilone di un ponte, danzano al vento. Secondo la credenza buddista, l’aria che soffia trasporta i messaggi sacri stampati sulle bandiere, per trasmetterli sia alle divinità che ai viaggiatori della regione.
Questa è la risposta che si riceve più spesso quando si pone una domanda sulle bandiere di preghiera tibetane, ed è effettivamente corretta. Ma c’è molto altro da dire…
L’uso della bandiera di preghiera tibetana
No, non basta appendere una bandiera di preghiera sul balcone per rispettare la tradizione… Non si appendono in qualsiasi momento né in qualsiasi luogo, e non hanno tutte lo stesso significato.
Affinché il suo messaggio si diffonda il più possibile, una bandiera di preghiera tibetana deve essere esposta al mattino, in una giornata soleggiata in cui il vento soffia moderatamente. Alcune date sono più favorevoli, mentre altre sono da evitare, per non rischiare di ottenere risultati totalmente contrari a quelli desiderati.
Inoltre, è ovvio che una bandiera di preghiera tibetana debba essere collocata dove il suo messaggio possa diffondersi al meglio. Sulla parete del salotto, è improbabile che la brezza riesca a trasmettere le preghiere, mentre una bandiera di preghiera che ringrazia gli dei per le buone condizioni in montagna non trova davvero posto sul balcone di un appartamento in città.
Infine, è importante sapere che le bandiere di preghiera tibetane non sono fatte per durare indefinitamente. Si consumano e si deteriorano sotto l’effetto del vento che ne porta via i simboli, e la loro durata è limitata nel tempo. In Tibet, vengono sostituite ogni anno in occasione del Losar, una festività che corrisponde al Capodanno tibetano.
I diversi tipi di bandiere di preghiera tibetane
Esistono due tipi di bandiere di preghiera tibetane:
Il Loungta, o «cavallo del vento». Si tratta della famosa ghirlanda multicolore, ed è a queste che la maggior parte delle persone si riferisce quando parla di bandiera di preghiera tibetana. Tutti i quadrati di tessuto raffigurano un cavallo (da cui il nome) che porta i tre gioielli del buddismo (Buddha, Dharma e Sangha). Il Darchok, molto meno conosciuto, ma comunque molto utilizzato. Si tratta di un lungo tessuto che può essere di vari colori, che sventola su un’asta alta più di tre metri. Sul tessuto sono stampate diverse preghiere e testi sacri.
Va notato che l’ordine dei colori sul Loungta non è casuale, ma segue invece una logica legata al messaggio che si desidera trasmettere. Due quadrati dello stesso colore non si susseguono mai.

La storia della bandiera di preghiera tibetana
Oggi è comunemente accettato che le bandiere di preghiera tibetane abbiano origine nella religione Bön, che precede l’arrivo del buddismo nell’antico Tibet. I monaci Bonpo utilizzavano già queste bandiere affinché le loro preghiere fossero trasmesse alle divinità, e solo i testi e i simboli sono stati successivamente modificati per adattarli agli insegnamenti del Buddha.
Fino al XV secolo, le illustrazioni e i testi erano realizzati a mano, ma l’arrivo dalla Cina del principio della stampa avrebbe rivoluzionato tutto. Furono allora creati splendidi timbri in legno, che permisero di trasmettere i messaggi originali di generazione in generazione.
Durante l’occupazione da parte dell’esercito cinese, molti di questi timbri furono distrutti (la leggenda narra che furono usati come legna da ardere), ma oggi gli artigiani tibetani utilizzano ancora timbri in legno per la realizzazione delle autentiche bandiere di preghiera tibetane.
Il significato delle bandiere di preghiera tibetane
Ogni colore ha un significato ben preciso:
Il blu rappresenta sia il cielo e la volta celeste (scuola Nyingma) sia l’acqua (altre scuole). È anche il colore del Buddha Akshobya. Il bianco rappresenta il vento, l’aria. È anche il colore del Buddha Amitabha. Il rosso rappresenta il fuoco. È anche il colore del Buddha Vairocana. Il verde rappresenta l’acqua (scuola Nyingma) o il cielo e lo spazio (altre scuole). È anche il colore del Buddha Amoghasiddhi. Il giallo-arancio rappresenta la terra. È anche il colore del Buddha Ratnasambhava.
Inoltre, su queste bandiere di preghiera compaiono numerosi simboli, in particolare gli 8 Astamangala:
• Lo stendardo, segno di vittoria.• I due pesci, segno di fertilità.• Il vaso, segno di abbondanza e ricchezza intellettuale.Il loto, segno di purificazione del corpo. La conchiglia, segno dell’assenza del «Male». Il nodo infinito, segno di saggezza e compassione. L’ombrello, segno di protezione. La ruota, segno di diffusione della conoscenza.
La fabbricazione della bandiera di preghiera tibetana
Nonostante le affermazioni degli uffici turistici locali e di numerosi venditori di souvenir, la stragrande maggioranza delle bandiere di preghiera tibetane che si trovano oggi sono prodotte industrialmente, nelle fabbriche.
Tradizionalmente, la vera bandiera di preghiera tibetana è realizzata interamente a mano.
Le tavolette di legno che fungono da timbro vengono intagliate da artigiani. I quadrati di cotone intrecciato vengono poi contrassegnati singolarmente e cuciti a mano sulla corda.
Come riconoscere una vera bandiera di preghiera tibetana?
Non esiste una soluzione infallibile, e alcune imitazioni prodotte in fabbrica riescono ad avvicinarsi a quelle realizzate a mano. Ci sono tuttavia alcuni indizi che possono aiutarvi a distinguere le une dalle altre:
– Le bandiere devono essere in cotone tessuto, non in fibra sintetica- Solo il bordo vicino al cordoncino è cucito, mentre gli altri si sfilacciano (il che permette alle preghiere di essere meglio trasportate dal vento)- I testi e i simboli sono stampati con un timbro a inchiostro, che può sbavare e lasciare qualche traccia.
I problemi ambientali legati alla bandiera di preghiera tibetana
È impossibile non parlarne, affinché il mondo sia realmente consapevole delle conseguenze che un gesto apparentemente innocuo e rispettoso può avere.
La moda della bandiera di preghiera tibetana, che ha conquistato il mondo occidentale, fa sì che oggi la si trovi un po’ ovunque, in grandi quantità. Tutte le spedizioni himalayane ne appendono, sia che si tratti della guida locale che desidera ringraziare gli dei per non aver causato incidenti, sia che si tratti dei turisti che vogliono «rispettare la tradizione».
È così che alcuni passi e vette famosi sono diventati veri e propri «cimiteri di bandiere», e non solo sulle montagne dell’Himalaya…
Le bandiere di preghiera tradizionali sono biodegradabili e si consumano rapidamente… Ma molti turisti, che sicuramente desiderano raggiungere l’eternità, preferiscono ricorrere alle bandiere sintetiche industriali, la cui durata è di diverse decine di anni, per «non dover tornare l’anno prossimo».
Le bandiere di preghiera lasciate dai seguaci del buddismo sulle vette himalayane hanno un significato profondo; ed è una tradizione millenaria. Appendere pezzi di plastica sulle Alpi è un’abitudine recente, simile a quella che fino a pochi anni fa consisteva nel lasciare scatole di latta e sacchetti di plastica per mostrare a chi veniva dopo che si era passati di lì prima…
Conclusione
La bandiera di preghiera tibetana è un oggetto mistico assolutamente affascinante, sia per la sua storia e il suo simbolismo, sia per tutto ciò che evoca: i grandi spazi delle montagne dell’Himalaya, gli insegnamenti del buddismo, una cultura diversa… Non sorprende che abbiano suscitato l’interesse di tutto il mondo!
L’entusiasmo per le bandiere tradizionali è stato una vera boccata d’aria fresca per gli artigiani tibetani, con sede principalmente in Nepal, il cui tenore di vita è notevolmente migliorato da quando possono vendere i loro prodotti ai turisti. Queste bandiere in cotone completamente biodegradabile hanno un impatto minimo sull’ambiente, anche se alcuni puristi le considerano un inquinamento visivo.
Al contrario, le bandiere di preghiera tibetane sintetiche prodotte industrialmente rischiano di diventare un vero e proprio disastro ecologico se continuano a essere abbandonate un po’ ovunque sulle montagne, il più delle volte da persone disinformate che non hanno assolutamente coscienza dell’impatto del loro gesto.

